Torino Metaphysica

...Un ingresso, un lungo viale, stand - tutti uguali - artigianato, bar, ristorantini, ancora stand di denuncia, repressione e salsicce, vittorie e sconfitte, poi dibattiti, molti improvvisati, alcuni interessanti, altri celebrativi, qualche concerto - manufatti di giovani, lotterie strapaesane - interventi politici, timidi tentativi di migliorare l’immagine e un mare di gente...
Ecco il Festival dell’Unità.
...Il pubblico è cambiato. Raffinate pubblicità televisive, immagini patinate sui giornali, ogni oggetto di consumo presentato con tecniche sofisticate, lo rendono esigente verso il livello qualità-contenuto-immagine di qualsiasi prodotto... anche un raduno politico.
...All’interno del Festival un evento spettacolare di grande respiro, da vivere in libertà, lo spazio trasformato in un magico contenitore per una ricerca ai confini tra rappresentazione teatrale e arte figurativa.
Un prato, delimitato da alberi secolari: un anfiteatro naturale. Al centro una fontana a tre getti. Dal bosco esce un popolo, figure completamente coperte da un velo, come vestali. S’incamminano verso la fontana centrale, alcune s’immergono... scoprono il volto: è una testa di cavallo. Il rito del bagno le trasforma, uscendo dall’acqua la natura equina progressivamente si completa. Ecco che in processione si dirigono verso un tempio: tra le colonne un Grande Cavallo Bianco. La fissità metafisica dell’intera opera è animata, trasformata dalla Luce. Un Laser rimbalza sugli specchi, fa esplodere il tempio in mille frammenti, come un pennello i Laser dipinge le figure, rompe le geometrie dello spazio, il prato come un lago, muta, si colora di verde smeraldo... cerchi concentrici inanellano le alte code d’acqua della fontana poi, il raggio rimbalzando su specchi convessi frammentati carica le chiome degli alberi di migliaia di frutti impossibili.
Un omaggio a Giorgio De Chirico fortemente ispirato da Torino: città metafisica.