Assalto al sole

1989 La Storia cambia il suo corso: crolla il muro di Berlino.
1990 Festival dell’Unità: protagonista è la Storia.
40 minuti di film: battaglie dall’età del fuoco al medioevo, dalla Rivoluzione Francese al Vietnam; dai Samurai di Kurosawa al 7° cavalleggeri del generale Custer… battaglie di terra, battaglie di cielo e di mare. Fotogrammi interrotti da immagini solari: l’oceano, i suoi pesci… lo spazio diventa un enorme acquario… poi le dune del deserto, riprese a volo d’uccello di prati verdi… il crollo del muro di Berlino.
Parco Ruffini, sul prato - nell’arco di 180° - tre giganteschi schermi: enormi vele sovrapposte e asimmetriche, geometrie che lasciano dei varchi dove l’immagine proiettata si taglia, si perde, si spezza. Un gigantesco puzzle incompiuto.
La sovrapposizione e lo spostamento epocale delle sequenze determina un nuovo sviluppo drammaturgico.
Un esempio: lo schermo centrale è al buio, a destra e sinistra sugli schermi l’immagine, speculare, del Samurai a cavallo da “Ran” di Kurosawa . Testa di cavallo, busto e volto del Samurai in primo piano. L’espressione del guerriero è tesa, ha paura, il cavallo è nervoso. Entrambi risultano guardare lo schermo centrale spento… la proiezione si accende: si alzano gli elicotteri di Apocalipse Now.
Cambiano le armi, la paura è la stessa.