Writers, per una scrittura di luce

Nel 1989 Ferrero inizia una serie di sperimentazioni in studio e nelle strade della città di Torino mirate alla sostituzione delle bombolette di vernice utilizzate dai writers per le loro composizioni pittoriche sui muri delle case. Sostituzione che vede l’immagine proiettata al posto dell’uso invasivo della vernice. Nell’89 vengono costruiti dei prototipi di proiettori da collocare sui lampioni o sotto i balconi delle case in modo da proiettare le immagini volute principalmente agli angoli delle vie. In tal modo, percorrendo a piedi un tratto di più isolati contigui, è possibile leggere delle brevi storie visive nel senso che ogni immagine successiva sviluppa il microracconto un pò come avviene con gli strips dei fumetti. Furono create una serie d’immagini (ombre) che rappresentavano in ordine successivo la fuga da una prigione. Al primo angolo, compariva, proiettata sul muro, una finestra con le sbarre, al secondo isolato compariva la seconda immagine che vedeva la stessa finestra con una presenza umana dietro le sbarre, al terzo isolato l’uomo dilatava con la forza delle braccia le stesse sbarre aprendone così un varco, il quarto isolato presentava il prigioniero a cavallo della finestra tra la divaricazione delle sbarre nell’atto della fuga è all’angolo dell’ultimo isolato si poteva vedere la stessa finestra con le sbarre allargate e piccola, a lato, l’ombra lontana dell’uomo in fuga. Fu presentato un progetto all’Assessorato alle Periferie del comune di Torino che prevedeva il coinvolgimento dei writers presenti in città che non ebbe seguito.

Nel 2004 riprendono le sperimentazioni che vedono, oltre all’applicazione del sistema inventato nell’ ’89 nuovi piccoli proiettori tecnologicamente più versatili e meno invasivi in aggiunta. Le immagini prodotte da quest’ultimi vengono puntate a perdere a mezz’altezza lungo i marciapiedi. In tal modo sono i passanti a vestirsi e svestirsi d’immagini a seconda del loro transito sulla via. Portatori occasionali d’immagini dunque, schermi mobili inconsapevoli, giornali luminosi quando sono le scritte ad essere proiettate, sculture vive quando i passanti si trasformano in quadri dai più diversi cromatismi.